Da questa mattina, lunedΓ¬ 16 febbraio, i 69 lavoratori e lavoratrici dello storico stabilimento Ceramiche Ascot-Dom di Solignano di Castelvetro di Modena sono in sciopero con presidio lungo la Strada Statale 569, per contestare la decisione aziendale di sospendere dal prossimo marzo l’attivitΓ  produttiva e di mettere a zero ore tutto il personale. Una scelta che arriva al termine di mesi segnati da cassa

integrazione di solidarietΓ , sacrifici salariali, continui aggiustamenti organizzativi e spostamento di attivitΓ  verso lo stabilimento Ascot Santa Maria, senza che siano giunte certezze sulla ripresa del ciclo produttivo.

La vertenza, che coinvolge il gruppo anglosassone Victoria Plc proprietario del sito di Solignano, esplode in un contesto giΓ  segnato da un solo forno su due in funzione, costi energetici elevati, magazzini pieni e difficoltΓ  di collocazione dei nuovi prodotti in un mercato ceramico in affanno. Nell’incontro del 9 febbraio con i sindacati di categoria Filctem Cgil e Fesica Confsal e con la Rsu, l’azienda non ha indicato tempi e modalitΓ  di una possibile ripartenza, alimentando fra i dipendenti il timore che lo stabilimento venga ridimensionato a semplice hub di uffici e logistica.

Nell’assemblea dell’11 febbraio, lavoratrici e lavoratori hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali di proclamare lo stato di agitazione permanente, con blocco di flessibilitΓ  e straordinari, e di avviare una prima giornata di sciopero articolata in presidio continuativo davanti ai cancelli.

β€œL’incertezza sul dopo marzo Γ¨ totale – Γ¨ l’allarme che arriva dal fronte sindacale – e riguarda non solo il destino dello stabilimento ma la tenuta reddituale di decine di famiglie del distretto ceramico modenese, che in questi anni hanno sempre fatto la loro parte adeguandosi alle richieste aziendali”.

Fesica Confsal, con la segretaria nazionale del comparto ceramico Letizia Giello in prima linea, insieme a Filctem Cgil e Rsu, ribadisce la disponibilitΓ  “a un confronto rapido e di merito con la direzione per scongiurare uno scenario di spegnimento definitivo della produzione e costruire soluzioni in grado di salvaguardare l’occupazione”.

I sindacati chiedono la convocazione urgente di un tavolo negoziale, richiamando l’azienda alle proprie responsabilitΓ  sociali e industriali nei confronti di un presidio produttivo che rappresenta da decenni un punto di riferimento per il territorio.

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